Talpa Europea – Talpa europaea – Tutto su questo mammifero scavatore

La talpa, scientificamente nota come Talpa europaea, i zoologi la classificano nell’ordine degli insettivori, proprio accanto a toporagni e ricci. I giardinieri, invece, vedono questa specie come un temibile flagello, non certo come un prezioso alleato capace di divorare insetti dannosi per le loro coltivazioni.

Il suo raggio d’azione è vastissimo: qualsiasi terreno morbido, ben fornito di lombrichi, le va a pennello. I giardini, spesso ricchi di humus, e i prati sono per lei gli habitat più propizi.

La talpa può essere trovata, in densità più o meno elevate, in qualsiasi tipo di terreno, sia in pianura che in montagna, a una sola condizione: che ci sia uno strato di terra vegetale spesso almeno 10 cm e che il suolo non venga inondato frequentemente.

Nota: Si può osservare una talpa?

L’occasione di osservare una talpa viva che corre sulla terra o attraversa una strada può capitare a tutti noi, ma si tratta comunque di situazioni sempre un po’ eccezionali. Questo animale è, potremmo dire, destinato a vivere sottoterra: presenta, infatti, un adattamento davvero notevole a questo riguardo.

Talpa Europea: anatomia della talpa d’Europa

La talpa ha una forma generale piuttosto compatta, con una testa che si unisce al corpo senza un collo apparente. Questa conformazione è adattissima al suo stile di vita sotterraneo.

La testa della talpa

La testa della talpa è particolare per diverse ragioni. Innanzitutto, a differenza di molti altri animali, non ha il padiglione auricolare esterno, il che le facilita la progressione nelle gallerie sotterranee. Questo non significa affatto che la talpa senta male, al contrario, l’udito è perfetto. Il suo condotto uditivo, che sbocca nella pelliccia, a volte può essere ricoperto da una pelle trasparente.

Gli occhi della talpa sono piccolissimi e spesso addirittura di dimensioni diverse. Si dice spesso che la talpa sia cieca, ma non è così. I suoi occhi sono perfettamente funzionali, ma ci torneremo più avanti in questa pagina.

Il muso della talpa è allungato e termina con un rostro, sostenuto da un osso speciale. Il suo naso ha una funzione prevalentemente tattile ma è molto fragile e non può in alcun modo servire come strumento di perforazione per scavare le gallerie o spingere fuori la terra delle sue talpaie.

Gli arti della talpa

Gli arti anteriori della talpa sono la sua caratteristica più distintiva. Sono impiantati molto in avanti rispetto al collo e hanno una forma che ricorda mani molto larghe e rivolte verso l’esterno. Le dita sono unite tra loro quasi fino alle unghie, che sono molto sviluppate e appiattite. Un osso particolare, a forma di falce (l’osso falciforme), rinforza questa struttura. Il resto dell’arto, il braccio, è interamente nascosto sotto la pelle.

Parlare di “mani” è il termine esatto, ma da un punto di vista pratico per l’animale, la definizione più giustificata sarebbe “pale potenti ed efficaci”.

Nota: Mai contropelo! Il vellutato pelo della talpa ha la straordinaria particolarità di non ingarbugliarsi, qualunque cosa accada. Questo fenomeno è dovuto a una speciale dentellatura, che assicura la coesione dei peli, inseriti perpendicolarmente alla pelle. L’insieme costituisce una barriera efficace contro la penetrazione di particelle diverse e, in questo campo, tale adattamento è più che benvenuto, considerando l’ambiente in cui si muove la talpa.

La coda della talpa

La coda della talpa è corta, e durante i suoi spostamenti nelle gallerie, la tiene sollevata, in modo che sia a contatto costante con il soffitto della galleria.

Dimensioni e peso delle talpe

La taglia di un adulto è generalmente compresa tra i 15 e i 19 cm, di cui 2,5-3,5 cm di lunghezza spettano alla coda. Il suo peso è più variabile: dai 60 ai 130 g, con la maggioranza degli individui tra gli 80 e i 100 g.

Polmoni particolari

Nelle gallerie delle talpe, il tasso di ossigeno è più basso che all’aria aperta. Per sopravvivere nei suoi tunnel, la talpa ha sviluppato polmoni enormi che le consentono di avere un tasso di emoglobina doppio rispetto a quello di tutti gli altri mammiferi. E siccome è l’emoglobina che trasporta l’ossigeno nel sangue, capisci perché riesce a vivere sottoterra per anni.

I 5 sensi della talpa

La vista delle talpe

Una talpa ci vede, ma, d’altro canto, sembra incapace di distinguere i movimenti, il che, ovviamente, è un serio handicap durante le sue rare apparizioni all’esterno, dove può essere facilmente sorpresa dai predatori.

Una credenza popolare vuole che la talpa fugga la luce. Non è affatto così, e a questo proposito, vale la pena citare l’esperimento di Godet (della Società Zoologica Francese). Se in una stanza buia e spoglia si posiziona un tubo di vetro illuminato, la talpa ci si precipita dentro, rivelando che la sua priorità principale è la ricerca di un contatto con le pareti e non l’oscurità.

L’udito della talpa

Una talpa sente perfettamente. La struttura del suo orecchio interno è normale. Percepisce i suoni nella gamma udibile e può, forse, percepire gli ultrasuoni. Va notato che reagisce anche alle vibrazioni prolungate nel terreno e che la sua sensibilità ai rumori potrebbe essere amplificata dal semplice fatto che le gallerie agiscono come amplificatori. Alcuni autori parlano di un “effetto stetoscopio”.

L’olfatto delle talpe

Una talpa è dotata di olfatto. È stato sperimentalmente dimostrato che questo animale può individuare la presenza di un lombrico immobile attraverso 7 cm di argilla. È proprio questo olfatto che le permette di nutrirsi quotidianamente andando a cacciare attraverso la sua rete di gallerie sotterranee.

Il tatto nelle talpe

Sembra essere il senso di cui trae maggiore beneficio. L’animale possiede due tipi di organi tattili:

  • L’organo di Eimer, situato all’estremità del muso, capace di erigersi per aumentare, se necessario, la sua sensibilità.

  • Le vibrisse (peli specializzati) che sono presenti sul muso, sulle zampe anteriori e all’estremità della coda, il che ne spiega l’uso come « trolley » (Dispositivo che serve a trasmettere la corrente da un cavo conduttore al motore di un veicolo).

Il gusto della talpa

Quanto all’ultimo senso, il gusto delle talpe, non se ne parlerà, perché come si può affrontare un argomento ancora sconosciuto! È davvero un argomento ancora ignoto quando si parla di talpe, non abbiamo dati che ci permettano di sapere se la talpa percepisca il gusto con la sua lingua.

La riproduzione delle talpe

Riconoscere una femmina da un maschio nella Talpa Europaea è molto delicato. In generale, in questa specie, il rapporto tra i sessi è vicino a 1 (ciò significa che il numero di talpe maschi è quasi uguale a quello delle talpe femmine).

Molto territoriale, la talpa vive isolata per la maggior parte del tempo. Certo, durante il periodo degli amori, questa regola fa un’eccezione, ma è di breve durata. I maschi, fecondi già dalla fine di febbraio, lo rimangono per 3 mesi.

Le femmine sono sessualmente ricettive un po’ più tardi, a marzo, e soprattutto presentano solo brevi periodi di calore.

Gli incontri fuori tempo causano combattimenti tra talpe, mentre gli altri conducono, dopo circa 4 settimane di gestazione, al parto di 1-6 neonati (la media è 4), nudi, di colore rosso vivo, che verranno allattati per 4-5 settimane, infatti la talpa è un mammifero scavatore e non un roditore.

L’URL del video di YouTube è: https://www.youtube.com/watch?v=WNrNiKGSwT4

La loro crescita è rapida: pesano 3-5 g alla nascita per una lunghezza di 3,5-4 cm; peseranno 60 g tre settimane più tardi, misurando allora circa 12 cm.

L’emancipazione dei cuccioli di talpa avviene dopo 1,5-2 mesi. In questo periodo, dato che le partenze avvengono spesso in superficie, molti giovani vengono catturati dai predatori che approfittano di questa situazione.

Alcune femmine possono allevare una seconda nidiata (giugno-luglio) ma solo una piccola percentuale deve partecipare a questa seconda riproduzione.

Avviso per chi usa le trappole: sebbene il rapporto tra i sessi in questa specie sia vicino all’unità, le proporzioni giovanili/adulti variano notevolmente nel corso dell’anno, dallo 0% a gennaio al 70% a maggio-giugno, il che, in media, dà circa il 43% di giovani per il 57% di adulti. La longevità naturale della talpa non è stata oggetto di studi sistematici. Si stima sia di 3 anni, con la possibilità di avere dei « centenari », essendo noti individui di 5 anni. La mortalità è molto elevata durante i primi sei mesi di vita. Successivamente diminuisce e sembra essere più o meno indipendente dall’età.

Nota: Al di fuori del periodo dell’accoppiamento e del parto, epoche in cui la vagina della femmina è aperta, è difficile distinguere una talpa maschio da una talpa femmina. Questo spiega perché, in passato, molti esperti nel controllo delle talpe pensavano che tutte le giovani talpe fossero maschi e che solo la primavera successiva il 50% di loro diventasse femmina. Al giorno d’oggi, la situazione è cambiata: gli esperti nel controllo delle talpe sono scomparsi…

L’alimentazione delle talpe

Numerosi ricercatori hanno studiato la dieta delle talpe, il che permette di stabilire una lista delle prede che possono essere consumate da questo animale.

In pratica, il confronto dei diversi risultati acquisiti rivela che questo animale si adatta molto bene alle condizioni locali che incontra: tipi di prede, abbondanza relativa. In generale, i lombrichi costituiscono sempre l’essenziale della sua alimentazione (circa l’80-90%). Poi bisogna citare i vermi bianchi, le larve di elateridi e vari altri invertebrati.

Ma, e questo è fondamentale, la talpa non ingerisce materiali inerti. Questo fatto è stato misconosciuto e spiega, ad esempio, perché siano state proposte tecniche di avvelenamento a base di granulati. Le esche messe nelle gallerie scomparivano, certo, ma gli esperimenti condotti su animali in cattività hanno rivelato che la talpa poteva trasportarle senza consumarle. È possibile anche che queste esche siano state mangiate da altre specie di piccoli mammiferi che frequentano le gallerie delle talpe.

Questa tendenza all’immagazzinamento non è sempre casuale. Già dall’inizio della stagione fredda, la talpa può farsi delle scorte di lombrichi (e talvolta vermi bianchi). Per fare ciò, immobilizza più o meno completamente le sue prede mordendole alla testa.

Evans*, studiando le fasi di rigenerazione dei tessuti, ha dimostrato che gli ammassi di lombrichi scoperti così nelle gallerie o in cavità speciali non potevano essere imputati a un raggruppamento naturale ma bensì a un’azione predatoria della talpa. Questo fenomeno era stato segnalato da Dahl (citato da Evans) già nel 1886 e riguardava una scorta di 1224 lombrichi e 18 vermi bianchi.

La talpa ha un elevato fabbisogno energetico, tanto che un animale di 80 g deve ingerire, al giorno, circa 50 g di prede vive (in cattività questa quantità aumenta, il che non ne facilita l’allevamento e la conservazione…). Un digiuno di sole 12 ore è sufficiente per condannarla, il che spiega i ritmi di attività relativamente frequenti ben noti a chi le dissotterra.

Il suo fabbisogno idrico è soddisfatto dal consumo di lombrichi (85% del peso fresco). Il suo pasto si svolge secondo un rituale particolare: afferra il verme con le zampe. La degustazione inizia dalla testa, mentre una pressione sul corpo provoca l’evacuazione dei detriti di terra che il verme sta digerendo. Si può essere una talpa ed essere un fin gourmet!

Le costruzioni della talpa e le sue gallerie

La talpa scava le sue gallerie con l’aiuto delle zampe anteriori e, sempre con quelle, espelle la terra.

Non può usare il muso, troppo sensibile, né la fronte, poiché l’osso frontale, molto sottile, non resisterebbe a una tale pressione. Infatti, Fritschy ha calcolato che il peso della terra espulsa in una volta può raggiungere 20 volte il peso dell’animale che spinge, mentre la pressione esercitata lateralmente sulle pareti raggiunge 24 volte lo stesso peso…

Questa forte pressione spiega, in gran parte, perché le gallerie della talpa resistano bene nel tempo. La velocità media di progressione di una talpa dipende ovviamente dalla natura del suolo. I numeri più spesso citati sono 12-15 metri all’ora, con picchi, potremmo dire, durante il periodo degli amori fino a 50 m, ma è vero, in gallerie meno profonde.

L’obiettivo principale della rete di gallerie di una talpa è la ricerca del cibo. In generale, queste gallerie si trovano a 10-20 centimetri sotto terra, ma in caso di siccità possono arrivare a più di 1,50 m di profondità!

Non tutte le gallerie e le talpaie sono uguali, e noi esperti nel controllo delle talpe lo sappiamo e lo riconosciamo con estrema facilità. Infatti, si distinguono:

  • La galleria principale: Si trova tra i 20 e i 30 cm di profondità nel terreno e ha la funzione di galleria di passaggio frequentata fino a 7 volte al giorno.

  • Le gallerie secondarie: Si notano per la presenza di talpaie che sembrano disordinate, e che si diramano in diverse direzioni. Si tratta di tutte le gallerie di caccia che la talpa ha scavato sul tuo terreno. Più la tua terra è povera di lombrichi e più vedrai gallerie secondarie.

  • Le gallerie di superficie: Ci si fa meno caso, ma molto spesso si possono notare anche gallerie di superficie, fatte dalle giovani talpe che non hanno la forza di scavare in profondità o dai maschi durante il periodo della riproduzione. Si notano perché si vede una galleria incrinata per tutta la lunghezza sulla superficie del suolo.

Nota: Un record da battere! Skoczen cita il caso di una talpa femmina di 80 g che, in 90 minuti, ha costruito 4 talpaie, espellendo così 15,5 kg di terra, ovvero, approssimativamente, 200 volte il suo stesso peso. Per eguagliare questo rendimento, un uomo dovrebbe maneggiare più di una tonnellata e mezzo di terra in 90 minuti!

Distinguere la talpa dall’arvicola terrestre

Per scoprire l’identità dell’animale che sta rovinando il tuo giardino, il modo migliore è osservare attentamente le talpaie e le gallerie. I criteri che verranno indicati sono ben definiti, ma è certo che in natura la distinzione non sarà sempre così facile, soprattutto se queste costruzioni non sono fresche. Attenzione, quindi, alle conclusioni affrettate… e alle loro conseguenze pratiche.

Le talpaie

In generale, le talpaie dell’arvicola terrestre sono più piatte di quelle edificate dalla talpa. La granulazione della terra espulsa è più fine. Un esame rivela, frequentemente, la presenza di detriti vegetali se il costruttore è un’arvicola terrestre. L’assenza di questi detriti non esclude necessariamente l’esistenza dell’arvicola terrestre.

Le gallerie

Cercando la galleria di espulsione della terra, le possibilità di identificazione aumentano: la talpa espelle la terra da una galleria che arriva, il più delle volte, perpendicolarmente alla superficie del suolo, mentre l’arvicola terrestre opera da una galleria che sbocca obliquamente.

Normalmente, la sezione di una galleria di talpa è circolare, mentre quella di un’arvicola terrestre è ovale. In questo campo, è necessaria grande prudenza. Non bisogna dimenticare che, se la forma della galleria è dovuta all’animale che l’ha scavata, altre talpe e arvicole terrestri possono, in seguito, percorrerla.

Lo sapevi?

La talpa possiede un totale di 44 denti. Questi denti, che si consumano progressivamente con il passare degli anni a causa dell’abrasione causata dal consumo di prede contenenti terra e sabbia, sono cruciali per la sua sopravvivenza. Infatti, la perdita totale dei suoi denti dopo 3-4 anni rende l’animale incapace di nutrirsi, il che costituisce la principale causa di morte tra le talpe.

Particolarmente vorace, una talpa può ingerire ogni giorno l’equivalente dell’80% del suo stesso peso, il che equivale a un consumo stimato di 30 kg di lombrichi all’anno. Se hai un mucchio di compost in fondo al tuo giardino, sappi che questo può attrarre le talpe, perché questi cumuli sono spesso ricchi di vermi, una fonte di cibo apprezzata dalle talpe. Per evitare che il tuo giardino venga invaso da questi animali, è raccomandato optare per compostiere sopraelevate.

Inoltre, la talpa detesta le correnti d’aria. Se rimuovi le talpaie con una pala, creando così correnti d’aria nelle gallerie, la talpa verrà immediatamente a tappare questi passaggi d’aria.

Infine, è bene sapere che la talpa è un’eccellente nuotatrice e apneista, capace di restare diversi minuti sott’acqua. Quindi, riempire le loro gallerie d’acqua non servirà a nulla per allontanarle.

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